La gentilezza: stili e declinazioni di una virtù

Tempo di fine anno, tempo di bilanci. Cercando di evitare metafore retoriche, vorrei comunque considerare questa fine anno come un punto fermo. Un punto e a capo. Per ricominciare, guardare oltre.

Per me questo vuol dire, per esempio, tornare a scrivere in questo blog e progettare cose nuove, come il Quaderno Le Humanities che ti offro e che puoi scaricare se vuoi, quando vuoi.

Certo, forse mi dirai che il tempo non aiuta affatto l’ottimismo, basta guardare la fotografia che fa l’ultimo Rapporto Censis sui «più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella fase di attesa di cambiamento e di deludente ripresa che stiamo attraversando». E se ti dicessi che è possibile invertire la tendenza, o meglio la deriva, che la fotografia del Censis fa dell’Italia?

Sì, può dipendere da noi e possiamo farcela. Possiamo farcela se non vogliamo rassegnarci alla delusione, consegnarci al rancore e al rifiuto dell’altro.

Se il Rapporto 2018 dell’Istituto di Ricerca conferma e aggrava quello dell’anno passato e non lascia speranze, noi non dobbiamo avere paura del futuro o perderci d’animo. Possiamo farcela se non ci chiudiamo nel recinto dell’individualismo (e in ogni -ismo che rinchiude in categorie ristrette), nell’isolamento e nelle false protezioni.

La scrittrice Harper Lee fa dire al personaggio principale del romanzo Il buio oltre la siepe, Atticus Finch, che «quasi tutte le persone sono simpatiche quando si riescono a capire», quindi a comprenderle. La comprensione nasce se non ci si rifugia nel recinto che ci siamo costruiti, se non si trova riparo nella contrapposizione contro gli altri.

Per farcela a volte bastano pochi gesti, pochi gesti che abbiamo a nostra disposizione, come la gentilezza. È la gentilezza che ci può aiutare ad abbattere gli steccati della solitudine. È la gentilezza che può contrastare la paura del futuro e ci può dare la speranza che ci serve.

Ti auguro feste natalizie serene e un buon 2019, all’insegna della gentilezza. Con un abbraccio.

Francesco Tulli

Sii gentile con le persone che incontri. Stanno combattendo la stessa battaglia che tu stai combattendo.

(Filone di Alessandria)

In copertina: La stanza rossa_ Henri Matisse, 1908 (particolare del quadro)

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