Si chiama Klout uno degli indici più utilizzati nel nostro tempo. Calcola il grado della propria influenza on line: l’ampiezza della rete sociale, la qualità dei contenuti ed il feedback ottenuto. Soprattutto quanto una persona piace e a quanti piace (i like). E allora ci si mette in mostra con parole, immagini, video per essere considerati. Si condividono pensieri e azioni per essere riconosciuti. E nello stesso network delle professionalità, se una persona chiede amicizia su Linkedin è consigliabile accettare o non accettare? Cosa conviene di più? A ben guardare, fatte le dovute e ovvie distinzioni, non molto è cambiato sotto questo punto di vista, rispetto al passato. La parola klout infatti è simile al termine omerico kleos “io ascolto” che definiva la rinomanza uditiva e più in generale la fama e la celebrità. In fatti Socrate, Platone, Aristotele furono i primi a parlare della necessità di essere importanti per gli altri. Qual è lo strumento per questa continua ricerca di attenzione? Il selfie.

Un antichissimo racconto cinese taoista narra di un contadino che viveva in un povero villaggio di campagna ed era considerato molto ricco, perché possedeva un cavallo per arare la terra e per trasportare oggetti. Un giorno, il cavallo scappò e tutti i vicini esclamarono: "Che disgrazia!”, ma il contadino disse semplicemente: "Forse". Alcuni giorni dopo il cavallo ritornò, portandosene dietro altri due, e tutti i vicini si rallegrarono della buona fortuna del contadino, ma egli disse semplicemente: "Forse". Il giorno seguente, il figlio del contadino cercò di salire in groppa a...

I QUADERNI HUMANITIES
di FRANCESCO TULLI

Strumenti utili per il lavoro e la vita quotidiana.
Aiutano a riflettere sulle nostre esperienze e abitudini.
Offrono consigli pratici da sperimentare per migliorare
il nostro spazio nel mondo.

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[Francesco Tulli - Le Humanities - Quaderno 1]
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