Tracce di poetica resilienza Henri-Cartier-Bresson_resilienza Full view

Tracce di poetica resilienza

di Anna M. Corposanto

Nella ricerca di sintonie con la resilienza in diversi ambiti delle humanities, abbiamo esplorato la poesia e scelto due poeti: Thomas Stearn Eliot e Alda Merini. Testimoni di vite segnate da eventi difficili e traumatici, hanno saputo vivere con grande forza d’animo, creando opere letterarie di notevole valore, come queste due splendide poesie:

ASPETTA
Ho detto alla mia anima di stare ferma, e di stare ad aspettare senza sperare.
Perché sperare sarebbe sperare la cosa sbagliata;
Di stare ad aspettare senza amore.
Perché l’amore sarebbe amore per la cosa sbagliata;
Ma resta ancora la fede.
Ma fede e amore e speranza sono tutte nell’attesa.
Aspetta senza pensare, perché non sei pronto per pensare.
E allora l’oscurità sarà luce, e l’immobilità danza.
Thomas Stearn Eliot

 

SPAZIO
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.

Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
Alda Merini

Eliot e Merini

Thomas Stearn Eliot, (1988-1965) poeta, filosofo e scrittore americano, ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1948. Negli anni tra il 1930 e il 1940 dedica la sua attenzione ai problemi etici e filosofici della società moderna. L’opera di Eliot è inserita nel cosiddetto “modernismo”, movimento che nel periodo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale rivoluzionerà tutte le arti.

Alda Merini (1931-2009), milanese, è considerata una straordinaria artista del novecento. È nella creatività poetica e letteraria che trova le energie per affrontare le esperienze del disagio fisico ed economico, oltre che della follia. Ha scritto di lei il famoso fotografo Ferdinando Scianna: “Aveva l’aria di un vecchio vascello che si ostinava a tenere il mare nonostante i molti naufragi.”  (in Visti&Scritti, Contrasto editore, 2014, pag. 146)

(Foto in copertina di Elliott Erwitt)

Related Articles