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Dalle competenze alle Virtù. Conversazione con David Cariani

Integrità personale, coerenza rispetto a principi e valori che diventa motivazione, motivazione che rende responsabili. Qualcosa di nuovo sta nascendo nell’ambito della formazione manageriale.
Il futuro è tornare a parlare di virtù?

Ne parliamo con David Cariani, psicologo clinico e del lavoro, esperto di formazione manageriale

Cosa sta accadendo nel mondo della formazione e dello sviluppo?
La spinta rivoluzionaria dei modelli di competenza della fine degli anni 90 si sta esaurendo. Erano modelli che avevano una grande ambizione: quella di definire i fattori critici di successo, di identificare le capacità distintive dei best performer, di fornire una linea guida per la formazione e lo sviluppo delle persone secondo un modello lineare dalla valutazione e identificazione del gap alla formazione. Peraltro i modelli di competenze in uso nelle aziende si sono talmente moltiplicati da perdere di significato. Oggi le aziende che investono di più in formazione e che hanno utilizzato in questi ultimi dieci-quindici anni il modello delle competenze come organizzatore dei processi di sviluppo sono alla ricerca di proposte nuove.
C’è un altro fatto importante da tenere in considerazione. Lo spostamento dell’attenzione dalle capacità individuali alle capacità collettive. Le capacità richieste sono talmente complesse che non possono più risiedere in un individuo ma devono essere riposte in un collettivo.

A che tipo di formazione dobbiamo pensare?
Gli interventi di formazione e sviluppo possono puntare a due tipi di crescita e di evoluzione. La formazione orizzontale è quella che integra le competenze esistenti di un individuo e genera nuove abilità, capacità, comportamenti.
Oltre a proporre percorsi di formazione orizzontale credo che dobbiamo iniziare a pensare interventi di formazione verticale. La formazione verticale mira a far evolvere verso un livello di sviluppo più maturo, a produrre la conquista di un nuovo “stadio”.  Ad ogni stadio la mente è più ricettiva e sensibile che nello stadio precedente, ad ogni stadio si è in grado di comprendere la realtà e agire su di essa ad un livello più inclusivo.

Il modello delle competenze ha costituito una cornice forte, scientificamente fondata e metodologicamente coerente per organizzare le prassi e gli interventi di formazione e sviluppo delle risorse umane. Quale ritieni possa essere un modello di riferimento altrettanto forte per quella che hai chiamato formazione verticale?
Un modello che può diventare la cornice per la costruzione di nuovi interventi di sviluppo verticale è il modello delle Virtù su cui stanno lavorando scienziati sociali come Martin Seligman, Mihaly Csikszentmihalyi, Ed Diener, Howard Gardner, David Myers solo per citarne alcuni.
Questi scienziati sociali hanno analizzato le più rilevanti tradizioni filosofiche, religiose, culturali e  individuato le meta competenze trasversali ritenute importanti e fondamentali. Un lavoro molto approfondito che ha portato all’identificazione di sei virtù: saggezza e conoscenza, coraggio, umanità, giustizia, temperanza, trascendenza. Sono virtù che avvicinano in maniera significativa le Beruf di Weber, le Vocazioni professionali.

Cosa può accadere se applichiamo il modello delle virtù nella pratica organizzativa? Ci si ritroverà in una idealità lontana dalla quotidianità o in una eccellenza professionale che fa fiorire la responsabilità individuale e di gruppo?
Trovo che il modello delle virtù possa essere fortemente generativo e guidarci nella costruzione di tematiche innovative e affascinanti. Una sfida per le organizzazioni, per le persone che sono coinvolte dagli interventi di sviluppo e formazione, per noi che questi interventi siamo chiamati a ideare e a realizzare.
Penso a un’azienda che non si limita a chiamare i suoi manager a partecipare a percorsi formativi su competenze di leadership ma li fa ritrovare sul coraggio, sulla capacità di amare e di essere giusti.
Il modello delle virtù può portarci a ragionare su temi che sentiamo ormai forti e irrinunciabili, a riflettere sulle questioni più profonde che riguardano l’agire all’interno di una comunità organizzativa complessa, temi che finora non abbiamo ancora esplorato.  Sono temi forti capaci di avere un riflesso importante non solo sulla vita di lavoro man anche sulla vita personale e di relazione. Abbiamo bisogno di virtù in tutti i campi della nostra esperienza, non solo nel lavoro.